Rubrica – A tu per tu con.. : Carlo Ulivi

Oggi rubrica “A tu per tu con …” insolita rispetto a quelle tradizionali. Quella odierna è una lettera, sentita e appassionato, scritta da un grande perno della società biancoverde: Carlo Ulivi.

Carletto non è solo il Dirigente Responsabile del Settore Giovanile, Carletto è molto di più. E’ un motore vivente di una macchina che sta camminando come non mai, in grado di abbinare una grande esperienza alla sua proverbiale simpatia. La pubblichiamo, così come merita, integralmente alla viglia di un momento storico e importante per tutto il Cus Ancona.

“Ci siamo. Ci eravamo dati uno step di cinque anni per arrivare ad avere un settore giovanile che fosse “tradizione”. Oggi posso dire che questa missione, la principale, la più importante, sia compiuta. Era un sogno, un desiderio, poi un proposito, oggi è realtà. Siamo un punto di riferimento per i giovani del nostro territorio.

Non ne faccio una questione di nazionalità, etnia, ovviamente, i nostri ragazzi sono giovani persone, giovani esseri umani, del nostro territorio. Questo è l’unico modo di essere, secondo me, settore giovanile, pur rispettando altre realtà importantissime che tuttavia hanno un’impostazione più imprenditoriale, più oserei dire industriale. Eppure siamo qui, a confrontarci da distante e da vicino con queste realtà nazionali prestigiose. Ai riferimenti tradizionali, la famiglia e la scuola, ci siamo aggiunti noi. E’ una soddisfazione immensa. Il rapporto con i ragazzi, la loro formazione, la loro crescita, è un ruolo che costituisce per noi un onere e un onore.

Oggi ad Ancona un papà o una mamma cominciano a pensare di portare loro figlio da noi. Oggi abbiamo l’alba di una generazione che sceglie il Futsal non come ripiego, in seconda battuta rispetto al calcio. Scelgono da piccoli il Futsal. Abbiamo una società che si sta organizzando ogni anno sempre di più, quello che era un gruppo di amici che sognano è diventato un organigramma strutturato, con deleghe e compiti precisi. I ragazzi possono contare su dirigenti dedicati sempre più attenti, su staff tecnici di primissimo ordine sia da un punto di vista tecnico che educativo, su un preparatore atletico bravissimo che li segue settimanalmente, su un fisioterapista che risolve parte dei problemi fisici che una stagione agonistica così intensa comporta. Ed è chiaro che questi plus uniti all’attività di base, la formazione, e una rosa di ragazzi sempre più talentuosa, aumentano di molto le possibilità di vittoria. Solo in questo caso, solo quando la vittoria è piena di tutte quelle premesse formative allora il nostro lavoro ha avuto senso.

Si possono conseguire vittorie poco significative, poco formative, o viceversa ottenere risultati più modesti sportivamente parlando ma avendo formato un buon numero di ragazzi, alcuni dei quali magari pronti a fare il salto in prima squadra, che oggi significa Serie B nazionale. Il nostro sforzo è quindi quello di coniugare formazione e risultati, non dimenticando mai che è la formazione il nostro obiettivo imprescindibile. In questo senso rispetto tantissimo il lavoro fatto da molte società della nostra regione, con le quali ho instaurato un rapporto bellissimo. Vedere i loro miglioramenti, la crescita dei loro ragazzi, tra le pieghe delle partite di campionato e coppa, è un piacere, è il segno del loro lavoro, di un movimento regionale che meriterebbe attenzione assoluta da parte dei massimi dirigenti federali.

Anche a livello di risultati, negli scorsi due anni la formazione juniores marchigiana (Pietralacroce e Cus ancona) è sempre arrivata fra le prime otto d’Italia alle Finals per lo scudetto, incrociando gli scarpini con squadre prestigiose, di Roma, Napoli, Torino, Ferrara, società che hanno fatto la storia di questa disciplina. Questo potrebbe essere il terzo anno, sono convinto che dalle otto juniores che disputeranno le Finals di Falconara uscirà una squadra da Final eight. Qualunque essa sia. Sono grato ai mie ragazzi, ai nostri mister Michele Pennacchioni e Peppe Gallozzi, per aver portato le formazioni Juniores e Allievi a queste finali. In entrambe le situazioni siamo considerati la squadra da battere, e questo è un peso che siamo abituati a sostenere.

Anche questo è un risultato. La crescita ambientale è stata la crescita anche e soprattutto di noi addetti ai lavori, dirigenti e allenatori. Pennacchioni e Gallozzi coadiuvati da collaboratori e preparatori dei portieri, hanno svolto un lavoro massacrante e straordinario. Dedizione, serietà, attaccamento, qualità, crescita. I nostri ragazzi sostengono i ritmi, l’intensità, la pressione e il livello dell’esperienza Cus, e non è cosa da tutti, devono esserne orgogliosi, loro e i loro genitori, con i quali in alcuni casi c’è un rapporto di collaborazione, rispetto dei ruoli, stima reciproca o addirittura amicizia, aspetti questi che riteniamo fondamentali. E questi valori sono passati ai ragazzi. Questo è settore giovanile. Semplicemente questo. Saranno ragazzi più pronti sportivamente, tecnicamente, agonisticamente, fisicamente, mentalmente, psicologicamente.

Un risultato che si porteranno dietro per sempre, un bagaglio che ormai è parte del loro carattere, al di là dei fatti sportivi. E ora questo gruppo di uomini e ragazzi, che adoro, dopo aver vinto le rispettive Coppa Marche di categoria, dopo aver vinto i rispettivi gironi di Campionato, si apprestano a vivere una tre giorni fantastica. Proveremo a vincere il campionato portare in Italia il nome del Cus Ancona, ancora una volta: In tre giorni può succedere di tutto, giocare una, due o tre partite e perdere o vincere indipendentemente dalla reale forza. Vince il più bravo, il più fortunato, il migliore nelle finals. Siamo pronti per questo. E saremo pronti a stringere la mano al nostro avversario nel caso in cui dovessero batterci.

Chi vincerà porterà il nome di tutti, tutti quanti i ragazzi della regione, di tutte le squadre. Chi vince è tutti , tutti gli appassionati allenatori e tutti i dirigenti delle Marche. Chi vince vola in Sardegna per gli ottavi, d’accordo. Ma è soprattutto Campione delle Marche, e non è cosa da poco. Nelle Marche si fa del gran futsal giovanile, in molti meritavano di essere a queste finals. Non si può pensare che non siano protagoniste realtà come Pesaro fano o Castelbellino. Sono idealmente qui con noi. Vorrei dire mille cose ancora. Ma voglio tenermele, non si sa mai, magari ci sarà ancora modo di farlo, prima dell’estate.

Col cuore gonfio e biancoverde, ragazzi, vi dico: Testa e cuore, Forza Ragazzi, Forza Cus Ancona!”

Carlo Ulivi